July 2012
4 posts
Buster Keaton, when asked about his greatest ambition. (via brooksiescollection)
ahahahah
June 2012
14 posts
Senor Buster
Нам кажется, что русской публике Бастер Китон будет более близок. Хотя бы потому, что он не прыгает, не скалит зубы, потому что он - думает.” —Семён Григорьевич Гехт
GEOFF NICHOLSON
“The world is the totality of facts, not of things.”
— Ludwig Wittgenstein, Tractatus Logico-PhilosophicusThe famous occasion, Los Angeles 1929: after a party in Buster Keaton’s Beverly Hills villa, Buster persuades Louise Brooks and Bill Collier (who’s also sometimes known as Buster) to drive with him to Culver City, to the MGM lot where the studio has provided him with a bungalow, christened Keaton’s Kennel. It’s a big deal for the studio to give a star a bungalow. It shows how much they value him, what an asset and moneymaker he is for them. The place has become a party house, a drinking den: we are, of course, still in the depths of prohibition.
May 2012
15 posts
hey buster-gang … i don’t like to toot my own horn, but toot-toot anyway
someone suggested i put my t-shirt on redbubble, so … i did !!!
here’s the link to the bubble i created …
http://www.redbubble.com/people/luckylittle/works/8842598-buster
Oh no, I don’t think so. You are create wonderful gifs.
Thanks for the link to online store with colorful t-shirts. I can’t use the button, because to buy t-shirt in the US store is expensive. I need a picture that you have printed. She get it’s after the click. Hooray! More thanks! 0|:-) [Buster smile]
hey buster-gang … i don’t like to toot my own horn, but toot-toot anyway
someone suggested i put my t-shirt on redbubble, so … i did !!!
here’s the link to the bubble i created …
http://www.redbubble.com/people/luckylittle/works/8842598-buster
Dear Planetbaster, you can put clipart with this picture to your tumblr? I have a yellow polo shirt. Russia supports this mode. ;-)))
Lo chiamavamo Keaton quel pianista
Naturalmente perché non sorrideva mai
Mentre noi ci ammazzavamo di risate
A vederlo come un parafulmine, dritto,
Contro un cielo di guai.
Guai di tasca, violoncello, guai d’amore,
Guai da vita distratta e disarmata,
Che ricamavano dentro al suo stupore
Una tela affascinante,
Ma un po’ troppo delicata.
E lui si presentò come un jazzista
Appassionato e puro in stile rete tre,
Coi pregiudizi di chi si sente artista,
Perché non faceva soldi, lui,
Con le canzoni, come me.
Ma non mi accompagnava poi malvolentieri,
Eravamo due grandi acrobati della malinconia,
E poi dobbiamo farne di mestieri,
Noi che viviamo, della nostra fantasia.
E parlavamo poi molto in quelle sere,
In qualche bar, dopo il concerto,
Insonni e morti.
Di politica, ciclismo, storie vere,
E di come i Weather Report erano forti,
E di come era importante fra la gente,
Non essere solo musica e parole,
E di come era importante che la gente,
Non fosse una somma di persone sole.
Keaton, Keaton
Che fine hai fatto Keaton,
Sei poi andato in malora Keaton,
Lo sai che ti sto venendo a cercare.
Keaton, Keaton
Perché stanotte Keaton,
Proprio stanotte Keaton,
Avrei bisogno di sentirti suonare.
Si illuminava poi di colpo,
Lungo l’effimero consueto di una sera,
S’illuminava di una gioia grande,
Quando si avvicinava a una tastiera.
E preferiva quelle un poco usate
Quelle in cui tutti mettono le mani,
Quelle ingiallite dal tempo,
Un po’ scordate,
Dall’ignoranza, dalla passione degli umani.
E poi una volta abbiamo litigato,
Per una donna prima sua, dopo mia,
Lui coi suoi guai, io con il mio quasi peccato,
Sconfitti entrambi dalla malinconia.
Ci siamo persi quasi senza una parola,
Ma tutti e due con più rabbia che rimpianti,
Come i bambini che si fan dispetti a scuola,
Come due vecchi che si sono amati tanto.
Poi ho provato a rintracciarlo dapertutto
Chiedendo a più di un dirigente supponente,
Telefonando all’arcicaccia all’arcitutto,
Ma di lui sembra non sia rimasto niente,
Se se ne parla è nel ricordo di un momento,
Qualcuno dice che l’ha visto ma lontano,
E tutti con un gran sorriso spento,
Quasi per dire “era un ragazzo troppo strano”.
Keaton, Keaton
Che fine hai fatto Keaton,
Se mi vedessi con l’impermeabile,
Sotto la pioggia che ti vengo a cercare,
Keaton, Keaton
Perché mi manca,
Questa notte mi manca,
La tua voglia di suonare.
E finalmente un chissa chi non mi delude,
Forse, però, non sa, probabilmente,
E’ in una provincia lontana come una palude,
Dai nostri discorsi di suonare tra la gente.
Una provincia come una sconfitta,
Meno che essere una minoranza dignitosa,
E’ una palude è certo troppo fitta
Di voli di zanzara per suonarci qualche cosa.
Lo trovo e sembra che non sia più Keaton,
Anche se è contento di vedermi,
Sembrava facile toccarlo con un dito,
Ma il cielo ci ha voluto tutti fermi.
E finalmente ride e ride tanto ed è ingrassato,
E giura troppo che non sta poi male,
Il jazz ormai se l’è dimenticato,
Ci son parole tempi e ritmi
Anche dentro a un ospedale.
E nel lasciarmi all’inizio della sera, dice,
E’ come alla fine del cinema muto,
C’è il sonoro non serve una tastiera,
Ci salutiamo nel silenzio più assoluto,
Ed esco fuori con i miei giornali
E non ho voglia di ridere per niente.
Ho un treno che mi aspetta alla stazione,
Mi dà fastidio anche il rumore della gente.
Keaton, Keaton
Che fine hai fatto Keaton,
Sei poi andato in malora Keaton,
Lo sai che ti sto venendo a cercare,
Keaton, Keaton
Perché stanotte Keaton
One of the themes from Buster Keaton’s Go West, composed and performed by Eric Beheim.
—
Listen guys, this song has actually been stuck in my head on and off for over a year now. It is in the Kino version of the movie.

